Val Pontida: un terroir unico che parla attraverso i suoi vini

La Val Pontida, incastonata tra le colline della Lombardia, รจ un territorio ricco di fascino e potenziale vitivinicolo. Il suo terroir unico, modellato da un suolo complesso e da un clima caratteristico, regala vini che rappresentano lโ€™essenza di questa terra.

Il suolo: lโ€™ereditร  del flysch di Pontida

Uno degli elementi distintivi della Val Pontida รจ il suo suolo calcareo-argilloso, arricchito dalla presenza del flysch di Pontida. Questa particolare formazione geologica stratificata, composta da marne e arenarie, rappresenta una risorsa inestimabile per i viticoltori:

โ€ข Le componenti calcaree garantiscono un drenaggio eccellente, evitando il ristagno dโ€™acqua.

โ€ข Lโ€™argilla trattiene lโ€™umiditร  necessaria per sostenere le viti nei periodi piรน aridi.

โ€ข I minerali presenti nel flysch conferiscono ai vini una nota di mineralitร  unica, che li rende immediatamente riconoscibili.

Questo suolo complesso favorisce la crescita di viti robuste, capaci di produrre uve di grande qualitร , in grado di esprimere al meglio il carattere del territorio.

Il clima: lโ€™influenza del massiccio del Linzone

Il massiccio del Linzone, che si erge a nord della valle, gioca un ruolo fondamentale nel definire il microclima della zona. Le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, tipiche di questa area, hanno effetti benefici sulla qualitร  delle uve:

โ€ข I composti aromatici si sviluppano in modo piรน intenso, regalando ai vini profumi eleganti e complessi.

โ€ข Lโ€™aciditร  naturale dellโ€™uva viene preservata, contribuendo alla freschezza e alla longevitร  dei vini.

โ€ข La maturazione avviene lentamente e in modo uniforme, garantendo un equilibrio perfetto tra zuccheri, aciditร  e polifenoli.

Questo clima equilibrato permette di ottenere vini che combinano freschezza, struttura e profonditร  aromatica.

I vini della Val Pontida: il riflesso di un terroir straordinario

Grazie alla sinergia tra suolo e clima, i vini della Val Pontida si distinguono per caratteristiche che li rendono unici:

โ€ข Eleganza e mineralitร : una firma inconfondibile dei terreni ricchi di flysch.

โ€ข Freschezza e aromaticitร : esaltate dalle forti escursioni termiche.

โ€ข Struttura e longevitร : merito di un terroir che favorisce uve di grande equilibrio e complessitร .

Un futuro da valorizzare

La Val Pontida rappresenta un territorio che ha ancora molto da raccontare. Conoscere e valorizzare il suo terroir significa non solo produrre vini di eccellenza, ma anche tramandare una storia fatta di natura, tradizione e innovazione. Ogni bottiglia diventa cosรฌ ambasciatrice di una terra che sa coniugare sapientemente semplicitร  e complessitร , radici e visione.

La Magia del Vino: Semplicitร  e Complessitร 

Fare vino รจ un processo che, nella sua essenza, รจ semplice, oserei dire che รจ facile fare vino: lโ€™uva cresce, si raccoglie, fermenta, e si trasforma in vino. รˆ un ciclo naturale che accompagna lโ€™umanitร  da millenni. Eppure, dietro ogni bicchiere di vino si cela un mondo di complessitร , decisioni e sfumature che rendono ogni vino unico, in una complessitร  che riesce a declinare complessitร  e unicitร .

La semplicitร  del processo

A livello base, fare vino segue un principio naturale: lโ€™uva, quando lasciata a fermentare, si trasforma spontaneamente in vino grazie ai lieviti che trasformano gli zuccheri in alcol. Questo processo รจ stato scoperto e affinato dagli esseri umani nel corso dei secoli, e questo principio รจ immutato. รˆ questa la semplicitร  naturale che rende il vino cosรฌ affascinante e accessibile: con lโ€™uva, la giusta cura e un poโ€™ di pazienza, chiunque potrebbe teoricamente produrre vino.

Eppure ogni vino รจ risultato di scelte, dinamiche e contesti che arrivano ad esprimere sempre qualcosa di esclusivo, che รจ il risultato della complessitร  dei dettagli che in un processo semplice lo rendono comunque diverso.

La complessitร  inizia dal vigneto:

Il terroir: la combinazione tra terreno, esposizione al sole, clima, e biodiversitร  attorno alle vigne influenzano profondamente il carattere del vino. Ogni decisione, dalla potatura alla gestione del suolo, contribuisce a definire lโ€™identitร  del prodotto.

La vendemmia: decidere quando raccogliere lโ€™uva richiede una profonda conoscenza del proprio vigneto che si puรฒ basare sullโ€™esperienza del vignaiolo o su dati oggettivi in un contesto in cui anche un solo giorno di ritardo, una pioggia in piรน, una temperatura diversa possono portare a risultati diversi generando un diverso equilibrio tra zuccheri, aciditร  e aromi.

La vinificazione: la fermentazione spontanea รจ la prima scelta identitaria che abbiamo fatto per tutti i nostri vini, ma รจ possibile influenzare la vinificazione anche controllando la temperatura, la durata della macerazione, variando alla scelta dei contenitori (acciaio, legno, anfora, resina, cemento): ogni scelta รจ un bivio che determina il profilo finale del vino.

Il tempo: lโ€™affinamento รจ un dialogo tra il vino e il tempo e il produttore che sceglie quando secondo lui il vino ha raggiunto la sua espressione piรน rappresentativa.

Il vignaiolo che mette un pezzo di sรฉ nel vino, la sua esperienza, i suoi studi, le sue intuizioni legandolo al rapporto intimo con la natura e il proprio territorio.

Il paradosso del vino

Il vino รจ quindi semplice da fare ma complesso da perfezionare.

Ogni scelta puรฒ esaltare o deprimere tanto lavoro, ma รจ proprio questa complessitร  che lo rende unico. Alla fine un vino รจ il risultato di unโ€™intenzione, di un legame con la terra e di unโ€™abilitร  affinata nel tempo.

Alla fine, fare vino รจ come raccontare una storia: chiunque puรฒ farlo, ma solo pochi riescono a renderla memorabile raccontandone lโ€™intensitร  rendendone la complessitร .

Monologhi della vigna: dicembre

Parla la vigna

ci siamoโ€ฆ 

sembra ieri, ma รจ passato un anno, un anno della nuova stagione, un anno dal germoglio, un anno per arrivare al frutto, al seme, un anno di tanti, un anno di una vita, una vita di tanti anni, un anno degli anni di lungo, lungo viaggio

eh, sรฌ, perchรฉ non si viaggia solo camminando; il tempo ti scorre addosso anche se in veritร  sto ferma salda alle mie radici; puoi fare scorrere le vita anche se non ti muovi di un passo; giร  perchรฉ non sono io che si muove nella vigna, io sono la vigna, io sono la vite, io sono la mia vita e la vita scorre, nellโ€™aria, nel suolo

le giornate adesso sono corte e ogni giorno che passa la fatica si sente, le forze mi mancano e le mie foglie non riescono piรน a raccogliere il sole; devo decidere, quanto resistere, quanto curare il frutto che ho in grembo, per lasciarlo andare: inizierร  la sua nuova vita, il suo nuovo ciclo ed io esausta aspetterรฒ lโ€™inverno, spoglia delle mie ambizioni, in attesa del mio nuovo ciclo

Monologhi della vigna: il vino

ogni vino alla รจ fine unico

dalla mente arrivano i ricordi di quelle frasi che ogni tanto ti rimangono impigliate nel cervello…โ€œil vino (il vino di una data qualitร , zona di produzione circoscritta, annata, partita, botte e, in certi casi, bottiglia) puรฒ paragonarsi soltanto a un essere umano e vivente, immisurabile, inanalizzabile se non entro certi limiti, variabile per unโ€™infinitร  di motivi, effimero, ineffabile, misterioso. Esigere un vino โ€œstabileโ€ รจ la piรน grande sciocchezza che un bevitore di vino possa commettere.โ€ solo dopo molti anni ho capito cosa voleva dire (Mario Soldati)

il vino โ€œcomincia sempre con il rifiutarsi, con garbo e villania secondo il temperamento, e si concede solo a chi aspira alla sua anima oltre che al corpo. Apparterrร  a colui che lo sa scoprire con delicatezzaโ€ aveva capito tutto (Luigi Veronelli)

E’ vero; il vino รจ corpo, ma รจ anche anima: il vino รจ amore del corpo e dellโ€™anima.

non so se esiste qualcosa dove la relazione tra uomo, vite, terreno, tempo, possa produrre una intimitร  di tale potenza: lโ€™uomo ha dominato il mondo, solcato i mari, scalato le montagne, ma solo chiedendo alla pianta di legarsi al terreno, aggiungendo la propria passione e la propria pazienza e la propria competenza รจ riuscito a ricavarne qualcosa di unico, per sรฉ, per gli altri: qualcosa che รจ il piรน intimo legame tra me, uomo, la terra dove coltivo, la vigna, la stagione, il tempo

vorrei che tutti capissero e imparassero, ogni volta che sorseggiano un bicchiere a sollevarlo verso il cielo, a guardarlo nel profondo: si puรฒ ammirarne il colore, la densitร , si puรฒ annusare, respirando a pieni polmoni pensando alla terra che lo ha generato, lo si puรฒ assaporare con calma ad occhi chiusi, e godervi il sorso che lentamente vi avvolge

ma soprattutto bevete alla salute di tutti quelli che hanno portato vita, sudore e passione in quel bicchiere; pensate alla stagione, alla vite, al terreno; pensate al vignaiolo che con costanza e pazienza, ha lavorato mesi e mesi per portare il vino nel vostro bicchiere, camminando e curando la sua vigna, mirando e curando le sue botti

lui sa la passione che ci ha messo, e lui sa come ha trovato il modo di arrivare alla fine del cammino per fare il vino della sua annata, della sua vigna, che per buono e cattivo che sia se รจ frutto di passione e amore.

Monologhi della vigna: autunno

adesso riposo, lโ€™uomo ha raccolto i miei frutti ed io insieme al mondo mi godrรฒ lโ€™arrivo dell’inverno, attraversando senza troppo tribolare lโ€™autunno dei colori

aspetto il gelo e allora inizierร  il sonno della mia lunga giornata, una giornata di una vita, una giornata lunga un anno

ora mi prendo il vezzo di pennellare i miei filari, lascio che la vita si concentri nelle radici e coloro le mie foglie delle tonalitร  piรน calde che, per portare allโ€™occhio del mondo meraviglia: il giallo piรน vivo, lโ€™arancione tenue, le infinite sfumature del rosso: colorerรฒ il mondo e sarร  lโ€™ultima di questa stagione, lโ€™ultimo travestimento, lโ€™ultima festa prima di abbandonarmi al sonno della mia notte invernale

ora rispetto le mie gemme e aspetto la mia prossima primavera, il mio uomo รจ contento e si rifugerร  nella sua cantina: produrrร  il vino, e la sua vita e la sua felicitร  saranno un altra stagione: la stagione del vino;

io aspetterรฒ la neve e godrรฒ di quellโ€™acqua che lentamente avvolgerร  le radici, che lentamente affonderร  nelle viscere della terra, abbracciandola in un intimo rapporto che germoglierร  presto in nuova vita 

Monologhi della vigna: in fermento

la cantina รจ in rivoluzione; il mosto sta procedendo: nel silenzio del mondo si sente il bollore della magia della trasformazione: zuccheri che diventano alcool…

non posso perdere tempo nemmeno oggi

anche oggi devo agire, ossigenare, muovere le bucce, affondare il cappello premendo sul follatore

devo annusare, guardare, ascoltare, assaggiareโ€ฆla fermentazione procede, i profumi inebriano, lโ€™anidride si sparge nell’aria ed io non posso fermarmiโ€ฆ

misura, spilla, muovi, cambia, annotaโ€ฆun giorno dopo lโ€™altro nella corsa che porta dall’uva al mosto, da mosto al vino

ho le mani appiccicose e le dita nere, รจ lo zucchero che dalla vendemmia ti penetra la pelle, รจ il colore dellโ€™uva che di prende e ti conquista e che diventa parte di te

ho le dita nere, il segno dellโ€™intimo matrimonio tra me, lโ€™uva, il mosto e il vino: il frutto del matrimonio tra me e la terra

ma ora sono qui, con le dita nere e preparo qualcosa per gli amici che verranno: il lardo, affumicato con il ginepro, sarร  ottimo per i nostri vini, affetto il salame che viene dai campi all’orizzonte della vigna e dispongo il formaggio che viene dalla valle

sono le piccole cose che raccolgo dagli amici, pronte a fare conoscere alla piccola fetta di mondo che decide di passare da qui

e sarร  bello confrontarsi, condividere, notare le impressioni, valutare le espressioni

รจ un poโ€™ freddo oggi e non รจ lโ€™ideale bere il rosso cosรฌ freddo, ma la stagione รจ questa, si sentiranno di piรน i tannini, ma non so se chi verrร  a degustare lo capirร , ma non importa, anche questo fa parte della vita

non so nemmeno come ha fatto a trovarmi, chi decide, non sapendo dove andare di prendere una strada che non porta quasi a nulla per venire a trovare me, nel mio paradiso

vedranno le dita nere, ma in questi giorni respireranno il mosto

a volte di inizia con un poโ€™ di freddezza, a volte prevale la timidezza, qualcuno addirittura รจ un poโ€™ guardingo nel valutare quello che dico, ma finisce sempre con un abbraccio, con la promessa di tornare, tutti consapevoli che le ore passate insieme e attorno ad una bottiglia di vino sono in fondo una fetta di vita che entra nel bagaglio di ciascuno di noi

vedono le dita nere, perchรฉ ho messo le mani nel mosto, nelle bucce e nel vino e lo zucchero mi รจ entrato nella pelle, arrivando nell’anima come il profumo del primo vino

quando verso il vino il silenzio prepara lโ€™attimo della degustazione: in fondo sono venuti qui per questo, per conoscere il mio vino, non per conoscere me

forse ne venderรฒ un po’

รจ lโ€™atto finale del lungo processo della mia passione ma vorranno sapere di tutto, come รจ fatto, cosa faccio, come avviene, cosa avviene, i trucchi, i segreti, come evolve, come fosse possibile spiegare davanti a un piatto e a un poโ€™ di vino il miracolo della vita, il miracolo della natura

mi chiederanno cose che non ricorderรฒ: i giorni di fermentazione, lโ€™etร  della barrique, la temperatura di una certa fase: a volte non ricordo, qualche volta non lo so

qualcuno arriverร  allโ€™essenza del miracolo che entra nel bicchiere e solo pochi capiranno, nel loro intimo, che io ho solo fatto il guardiano di un processo antico che non ha bisogno di altro se non del tempo, della pazienza e della passione 

mi chiederanno quale รจ il vino che preferisco dei miei: quale annata, quale vitigno, ma non ho mai risposta, so solo raccontare la stagione del vino: il vino che viene dall’uva che ha preso piรน sole, quello che ha preso talmente tanta grandine che ancora arrabbiato, il vino che si รจ fatto aspettare e il vino che verrร 

ci sarร  pure un vino migliore dellโ€™altro, quello piรน buono, quello venuto meglio, si, lo so, ma non riesco veramente a rispondere a una domanda cosรฌ 

โ€ฆmolti capiscono, molti no, qualcuno mi parlano del difetto che ogni tanto scorgono nel bicchiere di quel particolare sapore, del fatto che qualche mese prima era diverso oppure solo qualche minuto faโ€ฆ

io so perchรฉ รจ cosรฌ, so quale scelta in quel momento quel vino ha preso quella strada, forse era la sua strada, forse anche la mia, ed รจ allora che penso che alla fine ogni vino abbia un senso, per buono e cattivo che sia, e soprattutto penso che il vino, quel vino, non solo sia frutto della vigna della stagione e del lavoro del vignaiolo, ma quando viene bevuto diventi il compimento del ciclo della vita

di tutte quelle persone rimarrร  qualcosa del loro passaggio, come a loro rimarrร  qualcosa del tempo passato qui

Monologhi della vigna: la vendemmia

L’aria รจ frizzante e non ho dormito: la diraspatrice รจ controllata, i serbatoi sono puliti, ho anche riguardato tutto quello che serve, con un po’ di fortuna sarร  una buona giornata; oggi tutto e tutti saremo impegnati e la giornata sarร  molto lunga, e sarร  sicuramente una bella giornata

la vigna รจ pulita, l’erba tagliata, una sfogliatura leggera mette i bei grappoli in vista, qualche grappolo ha qualche problema, anche quest’anno combattere oidio e peronospora รจ stato molto difficile, ma siamo arrivati qui, con tanto sudore, tanta passione e tante speranze

รจ difficile accettare, che il risultato di un anno di lavoro abbia una data cosรฌ importante che segna il confine tra la stagione in vigna e la stagione in cantina: da domani non camminerรฒ piรน tanto spesso nei filari, ma sarรฒ in cantina, giorno dopo giorno, a sorvegliare il mosto che diventa vino e a controllare che il vino sia quello che mi piace, quel vino fresco e sincero che lega la mia vita e di chi mi accompagna giornalmente in vigna, alla vigna, alla cantina, al terreno, alla stagione

alla spicciolata sono arrivate le persone che mi aiutano,

sono molti oggi, ho preparato la festa che seguirร  quando brinderemo al dono della natura: la vendemmia

sono tutti vogliosi di scendere in vigna, nelle mie ripe scoscese ad assaggiare il frutto di tanto lavoro e a riempire le cassette dell’uva pronta alla spremitura

ci siamo organizzati: le cassette in vigna, l’addetto al trasporto delle cassette, la motocarriola con il pieno e pronta a macinare per la giornata filari e filari, la deraspatrice รจ sul tetto della cantina cosicchรฉ il mosto possa scendere per gravitร  nei serbatoi che sono lindi e pronti

anche quest’anno aspetteremo il miracolo della fermentazione

il vocio in vigna รจ costante, a coppie chi vendemmia incomincia a parlare della vita, della vigna, del vino, dei figli, e poi tutti scoprono che anche se sono sconosciuti e si trovano in vigna per motivi diversi hanno sempre qualcosa in comune: un amico, una passione, un evento, una idea….

la carriola percorre i filari e il suo motore si affianca alle chiacchiere appassionate, รจ un rumore costante che a volte si allontana e a volte si avvicina e allora ci prepariamo al primo carico

le cassette vengono scaricate e si guarda l’uva: l’occhio รจ pronto a cercare difetti, bucce, marciume, occorre fare attenzione e togliere tutto quello che non serve e che potrebbe portare qualcosa che non fa bene al mosto

la deraspatrice inizia a schiacciare il primo carico, l’attenzione di alza: occorre vedere che tutto proceda al meglio: tutto รจ montato giusto, tutto procede

finalmente il mosto inizia a riempire il serbatoio: le bucce, il succo, il seme: non vedo l’ora di assaggiarlo e di misurare lo zucchero, chiuderรฒ gli occhi mentre lo assaggio pensando al vino che ne verrร  dopo che i lieviti avranno incominciato a lavorare e che il tempo avrร  trasformato questo mosto dolcissimo nel vino che piรน amo

la vigna mi guarda, ha voglia di riposo: le foglie sembrano stanche e incominciano ad ingiallire: รจ ottobre il la temperatura non รจ cosรฌ calda e si preparano al riposo

l’ho percorsa una stagione ed ho osservato con lei il cielo sperando che i capricci del tempo non le portassero dolore e non distruggete i miei sogni e per mesi abbiamo lavorato insieme: lei nel farmi capire cosa ha bisogno ed io a curarla per arrivare alla tanto sospirata giornata di oggi

le cassette arrivano, la vasca cresce, sarร  una bellissima annata…la gente parla di meno, il caldo, la fatica, il salire e scendere dai filari si fa sentire ed ora sa che deve finire, il tempo regge per fortuna, le gambe meno, ma tutti vogliono arrivare in fondo

“quanto abbiamo raccolto?”, “quanti gradi farร ?”, “come ti sembra?”, “quando lo berremo?” la felicitร  della fine si accompagna alle domande sul futuro: cosa ho fatto? che senso ha quello che ho fatto? quando vedrรฒ il frutto di quello che ho fatto?

la vasca รจ piena e non resta che aspettare: miracolosamente in pochi giorni il mosto ribollirร , รจ il miracolo della fermentazione ed รจ il miracolo dei nostri lieviti che risvegliatisi dal riposo si accorgono di avere zucchero e mosto da trasformare

terra, dedizione, lavoro, sudore, vigna, sole, acqua, temperature, tutti insieme con uva, uomo, lieviti da oggi ad esprimere il senso di una vita in vigna

Monologhi della vigna: la vendemmia

le cassette pesano, ognuna piรน delle altre, la prima, la seconda, la terza; la salita, il trasporto, lo scarico, lโ€™uomo che mi curato sorveglia, raccoglie, assaggiaโ€ฆ

il vigneto รจ un vociare di sorrisi e grida, la gente รจ allegra e felice, si incontra, si parla, si riconosce, si conosce e con costanza e con ordine raccoglie il frutto, pianta per pianta, grappolo per grappolo, sale e scendeโ€ฆ

รจ durante la vendemmia che si celebra il mio matrimonio tra lโ€™uomo che mi ha curato: e il frutto รจ quello che nasce grazie alla mano dellโ€™uomo che trasforma la mia una, che diventa bevanda, diventa nettare, diventa fonte di gioia e di piacere;

รจ la vendemmia lโ€™ultimo sforzo della stagione che permette di trasformare lโ€™energia del contadino in energia nel bicchiere, perchรฉ รจ vero: tanta energia lโ€™uomo ci mette, tanta energia la natura ritorna, nel ciclo infinito della vita

รจ vero, la stagione รจ stata lunga, ho perso il conto del numero di ore che il mio uomo ha passato nel vigneto, dei polloni che mi ha tagliato, dell’erba che ha estirpato, delle spine che mi hanno avvolto e che ha governato, dei germogli e delle foglie che ha curato; ho perso il conto delle volte che l’ho sentito salire e scendere attraverso i miei filari maledicendo il caldo e il sole e chi li ha messi, questi filari, in una collina cosรฌ aspra e ripida

e lui รจ riuscito pettinando la natura ribelle, scacchiando e scegliendo germogli e foglie, riordinando i grappoli, a governate la natura ribelle che porta tutto al disordine naturale delle cose

non ho contato ogni passo che ha fatto ogni giorno i chilometri di filari, le migliaia di piante, le centinaia di migliaia di tralci che ogni pianta produce, ma ho perso il conto e aspettavo che finisse il suo lavoro, per avere respiro, per risentire il vento tra le foglie

ma adesso รจ qui, con i suoi amici, la sua gente, a prendere il frutto della mia stagione…lascio il mio frutto nelle mani di chi mi ha dedicato tutto il suo tempo per produrre il nettare che ama tanto

Monologhi della vigna: verso la vendemmia

raccolgo i piccoli grappoli, salendo tra i filari; oggi la vigna รจ ordinata e precisa, e ha attraversato le stagioni: guardo le gemme che ho curato l’inverno, fino a quando sono divenute foglie, e poi rami e poi hanno portato il frutto che adesso raccolgo,

รจ un ordine che parte dalla potatura di inverno: รจ allora che guardo le gemme, che decidiamo dove crescere e scelgo cosa tenere; sarร  da quelle gemme che nascerร  la foglia, nascerร  il ramo, nasceranno i frutti, sarร  da quelle gemme che inizierร  la crescita furiosa di aprile, l’allungo di maggio, quando cerchiamo, io e la vite, l’ordine

e cammino e salgo e raccolgo: mastico, respiro, e annuso, pensando al vino che verrร 

l’ordine รจ di chi anela al cielo, ma รจ attirato dalla terra: produrrร  e allungherร  i suoi viticci che, come per magia, troveranno un ramo, un filo, e con infiniti movimenti senza muscoli, un magico movimento fatto da intime cambi di forme, di bilanci di densitร , di differenze di temperatura che fanno muovere cose che lโ€™uomo distratto e chino sulle pendenze giornaliere non riuscirebbe mai ad immaginare, eh sรฌ, perchรฉ la vite di muove, si cerca, si parla, si amaโ€ฆ. oggi io, ritrovo su quei rami, i grappoli, la vita, il futuro, ma anche il passato delle scelte che ho fatto e tutte le volte che l’ho osservata camminandoci

e cammino e salgo e raccolgo: mastico, respiro, e annuso, pensando al vino che verrร 

la vite al mattino รจ reattiva e le foglie sono le foglie ritte e vive, pronte alla nuova giornata, fresche dal sonno e dal risveglio; si orientano al sole perchรฉ le piante si muovono e sanno quello che vogliono e anche le foglie si muovonoโ€ฆruotando verso il sole, in un eterno equilibrio di chimica che รจ movimento, che le apre verso il sole, e le piega, quasi a nascondersi, quando invece lโ€™arsura le coglie impreparate; come a dire, oggi non servi, mio sole, se mi privi anche di poco di quellโ€™acqua che รจ vitaย 

e intanto continuo, raccolgo i piccoli piccoli grappoli da piante oggi ordinate e precise, ogni grappolo al suo posto

oggi devo capire quando vendemmiare, e cammino e raccolgo: un acino in cima al grappolo, un acino in mezzo, un acino vicino al peduncolo, un grappolo vicino al tronco, un grappolo lontano, devo chiedere alla vite se รจ pronta: le giornate si accorciano in questo inizio autunno, la vite รจ stanca, le foglie si ingialliscono

mastico lโ€™acino, lo annuso, lโ€™aria entra nel naso, cerco di percepire in vino che verrร , in un respiro un anno: la raccolta, la diraspatura, la svinatura e il travaso, la fermentazione, il riposo, tutto passa in un respiro dalla narice al cervello per cercare di capire se รจ tempo per il raccolto

mastico il vinacciolo, รจ marrone, non รจ piรน verde e non ha astringenza: sembra nocciola, sembra gradevole forse รจ ora, forse รจ il momento

guardo il cielo รจ limpido, sta albeggiando e il sole sorge illuminando il mondo

non รจ facile salire su quelle linee dritte senza sosta lunghe e ripide: tutte le volte pensi di non avere piรน lโ€™etร . Ma passo dopo sasso, pianta dopo pianta devo salire, raccogliendo, masticando, e intanto respiro con lโ€™affanno che cresce

anche per me una nuova stagione, una vita, in questa vita che รจ vite

e intanto annuso, immagino il vino che verrร : cammino, e salgo e raccolgo. Ogni anno diverso, ogni anno speciale, mi fido dellโ€™istinto del naso e del tempo, di quello che vedo, di quello che sento e di quello che faccio

questโ€™anno la pianta รจ stanca, non ce la fa, le prime foglie del ramo stanno appassendo, solo allโ€™apice la clorofilla lavora e porta: spinge succhia raccoglie dal terreno quello che le ultime energie le lasciano, la terra รจ dura, compatta, di sasso, anche lโ€™erba di solito invadente sembra soffrire

e cammino e salgo e raccolgo: mastico, respiro, e annuso, pensando al vino che verrร 

lโ€™orizzonte รจ limpido, il freddo la mattina comincia ad essere stringente, occorre decidere: al gusto lโ€™acino รจ fresco, il nocciolo รจ croccante, il peduncolo รจ ormai legno; da oggi lโ€™uva non ha piรน nutrimento e comincia ad appassire

non รจ facile capire come se รจ ora per la vendemmia, lโ€™uva cambia, di pianta in pianta, la vendemmia รจ una; ci sono piante rigogliose, alcune piante meno, i rimpiazzi piรน giovani stanno giร  fruttificando e tutto entrerร  nel vino, nello stesso vino

riguardo il sole che nasce, ci saranno ancora delle belle giornate, la temperatura non รจ ancora scesa forse ce la facciamo a resistere ancora un poโ€™ e portare lโ€™uva in cantina perfetta

cammino, salgo, raccolgo, mastico, respiro annuso gusto

non ci sono nuvole, non ci sarร  grandine andiamo avanti… verso la vendemmia

Monologhi della vigna: la stagione

sto raccogliendo grappoli, eppure sono passati pochi mesi da quando la vigna, dopo la potatura, ha cominciato a crescere; รจ allora che non ho piรน il tempo di raccogliermi a pensare: cresce, si muove, mi cerca, pende, si raddrizza e io devo correre, su e giรน, in lungo e in largo

โ€ฆ nella vignaโ€ฆ 

non si ferma la natura, non ha sabati, non ha domeniche e cosรฌ io, che salgo scendo e mi sposto in lungo e in largo

devo sottostare a quello che la natura decide per lโ€™annata nella mia stagione: a volte la pioggia abbonda, a volte di acqua la natura รจ avara e soffriamo la sete, a volte diluvia, e a volte porta gocce che sono ghiaccio

ed io ad impazzire tra previsioni, piogge, erogatori, zolfo, rame finchรฉ mi fermo stremato e puzzolente darmi il tempo per bere quel vino che a volte non mi fa respirare, non mi fa dormire, non mi fa sognare

ormai lo conosco il mio vigneto, ogni zona, ogni angolo, ogni pianta, se potessi fare un vino per ogni pianta otterrei infiniti vini diversi, ogni pianta un terreno, una vigoria, una maturazione, dei grappoli diversi, ogni zona la sua caratteristica e ogni vino il suo carattere

che peccato perdere in cantina queste piccole differenze quando unisci il vino per l’imbottigliamento e chissร  cosa si perde quando chi ha vigneti enormi deve produrre tantissime bottiglie dello stesso vino

ogni vino รจ frutto di impulsi naturali, รจ la voglia di crescere e di riprodursi, il vino รจ figlio della vigna in cui la vite ha scelto di accoppiarsi, รจ figlio della stagione che la vite e la vigna hanno condiviso, รจ figlio anche delle scelte dellโ€™uomo che decide quante gemme, quanta cura, quando raccogliere e come vinificare

il tutto in una bottiglia: da quando inizia, quando potare, come potare, quando tagliare e quanto tagliare, quando raccogliere quanto raccogliere quando travasare come pressare e come vegliare

eh sรฌ 

รจ cosรฌ che lโ€™uva diventa vino ed รจ cosรฌ che il vino assume i mille sapori, le mille fragranze, della vita, della vigna, della stagione, dellโ€™uomo e della vita