Vigne/vineyards

We manage six vineyards:

Driadi vineyard: Merlot and Bronner
Rienza vineyard: Marzemino and Malvasia
Secchia vineyard: Cabernet Franc
Cascina Ronco vineyard: Cabernet Sauvignon, Moscato Giallo, Moscato di Scanzo, Merlot, Barbera, Grisa nera
Pomarolo vineyard: Cabernet Sauvignon, Merlot, Moscato Giallo, and Moscato di Scanzo

Find the vineyards here/Cerca i vigneti sulla mappa, clicca qui.

In addition to the vineyard we manage 5 hectares of forest for CO2 recovery in Palazzago and in Agordo, Dolomite

And Apples field

La nostra storia inizia con la rinascita del vigneto delle Driadi nel settembre 2014. Il vigneto era abbandonato e lo abbiamo portato alla prima piccola vendemmia il 15 settembre 2015. Solo nel 2016 la natura ha permesso al vigneto di riavvicinare l’antico vigore, arrivando a superare una produzione oltre 50 quintali di uva raccolti il 14 ottobre.

Le caratteristiche dei nostri vigneti comportano molto impegno nelle lavorazioni in campo: lavorazioni manuali, vendemmia tutta manuale e contestualmente ma in generale abbiamo la soddisfazione di un’ uva con un ideale grado zuccherino, acini piccoli, con un ottimo rapporto buccia/polpa, le premesse per grandi vini, in coerenza con gli obiettivi aziendali. La resa per ettaro è  volutamente ridotta a salvaguardia assoluta della qualità dell’uva e del vino che ne verrà.

Il vigneto Driadi da cui nasce la nostra storia è un ettaro, 6.600 piante di vite Merlot, un vigneto in piena maturità, 18 anni di vita. E’ pianificato un rinnovo annuale di circa 200 barbatelle l’anno iniziato nella primavera del 2015; l’esposizione del vigneto è ottimale con un pendio inclinato verso est sud-est. Il terreno è in forte pendenza con i filari distanziati di 2 metri posti in direzione est-ovest. La pendenza impone la necessità di operazioni quasi esclusivamente manuali, alle quali l’azienda si applica con passione e dedizione. L’impianto è a cordone speronato e risale alla metà degli anni 2000; il vigneto, abbandonato agli inizi del 2010 è stato recuperato a partire dal giugno 2014.

Il vigneto Rienza, riportato alla vite nella primavera del 2018 con la messa a dimora di 2000 barbatelle di Marzemino, produrrà dal 2021, mentre il vigneto Eremo con 500 piantine di Bronner potrebbe produrre già nel 2020.

Come coltiviamo

Nel nostri vigneti si persegue il principio della massima biodiversità: vogliamo favorire la creazione di un clima sano per le nostre vigne operando per un terreno ricco e vivo: la gestione del terreno nella proprietà negli ultimi anni ha fatto passare la vegetazione erbacea da una prevalenza di graminacee perenni ad un ritorno delle angiosperme che garantiscono la presenza di una fioritura costante durante tutto l’anno.
Il nostro obiettivo è avere filari sempre verde e gestire il taglio per porzioni, senza mai tagliare completamente lo spazio interfilare su tutto il vigneto. Il taglio è effettuato con trincia che sminuzza la vegetazione e la lascia nel terreno, importante nutrimento per l’inverno.
Il nostro vigneto ha sempre qualcosa di verde e qualcosa di fiorito.

L’inerbimento assolve anche ad una funzione fondamentale in un terreno come il nostro con una pendenza del 50%: lo protegge dell’erosione e migliora l’infiltrazione dell’acqua, aumentandone l’accumulo.

Per garantire tutto questo abbiamo delle semplici regole:
6 mesi di riposo invernale a garanzia di un inerbimento naturale
Taglio dell’erba con trinciatura
Due filari non vengono tagliati prima del 1 luglio di ogni anno
Naturalmente no erbicidi
Non lavoriamo mai il terreno oltre a 6 cm di profondità (strato aerobico)
I residui di potatura rimangono nel vigneto (apportano fosfati)
stiamo verificando come potere, in base all’attuale legislazione) immettere nel vigneto anche la vinaccia e la feccia
utilizziamo concime naturale (compost)
non irrighiamo

garantiamo un ecosistema sano grazie alla diversificazione del suolo:
nei bordi del vigneti sono stati messi a dimora alberi di specie locali, siepi, cespugli di more, muri a secco, cumuli di legname a bilanciare il rischio di vulnerabilità cui la vite si espone, nel suo sistema monoculturale. Quest’area di compensazione ecologica è pari al 30% della superficie del vigneto.
Le bordature del vigneto corrispondono a vari spazi con culture diverse fungendo da recettori di spore, permettendo a lieviti e funghi di diffondersi nel vigneto (lieviti per la vinificazione, e concorrenti per funghi nocivi). Le bordature sono pensate per una biodiversità naturale, con cespugli, arbusti e piante di diverse altezze e sono completati da elementi strutturali quali mucchi di legna o pietre, scrigno per la biodiversità.
Ogni pianta di vite ha un albero a meno di 80metri.

l’uso di fitofarmaci in viticoltura è una necessità al fine di preservare il raccolto dai principali patogeni: iodio e peronospora
nella nostra azienda abbiamo l’obiettivo progressivo di ridurre l’utilizzo del rame a 2,5kg per anno, e la quantità di zolfo a 30kg per anno.

 Il vigneto alla vendemmia
 Un grappolo di Merlot alla vendemmia 2015
driadi Panoramica sul vigneto, estate 2015
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: