Il sapore del vino

Spesso mi chiedono di descrivere il sapore del vino, spesso la gente è delusa perché quello che dico è questo:

È la potatura nella nebbia di marzo.
I rovi che ti bucano i guanti.
Il peso degli stivali che sono pieni di fango
È il primo germoglio, che è come fosse nulla ed invece è il tutto.
È il meteo che guardi ogni mattina, le nuvole nere. La grandine prima ancora che arrivi, la pioggia che sembra non finire
È il sole a picco nel filare senza ombra.
È  il filare in salita che sembra non finire mai.
È il peso sulla schiena e il dubbio che ti tieni dentro dopo ogni scelta.
È l’uva che cambia colore.
È l’assaggio del mosto.
È l’attesa.
È rumore della vendemmia e del mosto che cade.
Il rumore che inizia. La fermentazione che è vita.
È il tempo che passa senza chiederti niente.
È il primo bicchiere. E l’ultimo che bevi prima di una scelta.
È condividere, finire, ricominciare.
E’ il silenzio tra i filari, la luce che cambia ogni giorno che passa.
E lo bevi. 

Il sapore esplode dentro:
la fatica diventa gioia,
la terra diventa calore che bevi,
il tempo diventa festa

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