L’annata 2017 è stata la più importante. L’annata del nostro vino più fruttato. L’annata della conversione netta verso il naturale. La resa non fu altissima, colpa di un attacco di oidio e dell’ineseprienza nei trattamenti. Tanto tempo è passato da allora e le ultime bottiglie del Driade Felice 2017 adesso sono destinate alla nostra cantina. Non ne abbiamo quasi più e le rimanenti le terremo per eventi speciali e per verificare, di tempo in tempo, la longevità del nostro vino. Non ne vendiamo più…
Rimarrà l’infinito affetto che mi lega a questa annata: la soddisfazione e la sorpresa del vedere il nostro vino apprezzato, nel vedere che sorprendeva appassionati esperti e neofiti, in fondo era la nostra seconda annata….rimarrà la voglia di berlo, di gustarlo estate e inverno apprezzandone la freschezza e quel tocco di speziato, il suo piccolo segreto che qui svelo: quella barrique del 2016 che decidemmo di aggiungere all’ultimo momento, per dargli quel briciolo di carattere in più, quella piccola intuizione che a volte fa diventare il caso protagonista di una storia felice, felice come il suo nome…Driade felice.
Da allora sembra passato tanto tempo, ma in fondo era ieri.
Oggi abbiamo Driade Felice, Alto della Poiana, Folèt, la nostra acquavite di grappa, e avremo il nostro vino bianco (l’etichetta è uno schianto….) e un Cabernet franc tutto da scoprire…
Ma non è finita. Speriamo che quest’anno il marzemino produca i suoi primi frutti e non vediamo l’ora di finalizzare e ufficializzare le ultime novità.



