Duir

Duir è il nome del vino che, pronto dall’autunno del 2017 è frutto della vendemmia 2015, lasciato maturare il botti di rovere per 18 mesi. Perché Duir? Ecco come ci siamo arrivati.

La quercia è la latifoglia per antonomasia; è l’albero nella sua definizione più ampia. La sua forma, la sua forza incute rispetto e gli antichi Celti ne osservavano la crescita massiccia e la sua distesa imponente, prendendo questo come chiaro simbolo del fatto che la quercia dovesse essere onorata per la sua tenacia e resistenza oltre che nobile forma.
Indossare foglie di quercia era un segno distintivo di status sociale tra i celti, così come tra gli antichi Greci e Romani, ricorderete opere d’arte e sculture con raffigurazione delle foglie di quercia. “Leafman”, o l’uomo selvatico (l’om selvarech delle alpi bellunesi ad esempio) ha il volto è ricoperto di foglie di quercia e non è nient’altro che l’evoluzione della tradizione che risale alla spiritualità antica e panteista in cui il potere regale della quercia veniva riconosciuto e onorato. Ci sono racconti che fanno risalire il nome di “druido”, lo sciamano, il sacerdote celtico, a “duir”, il termine celtico che indicava la quercia. Ancora più interessante, sapere che l’etimologia di porta, door è duir. Duir è “porta” attraverso cui si accede ai piani eterici del pensiero superiore (la psiche o  l’anima-pensiero).
La quercia attirava (attira) i fulmini, e ciò ne rinforzava l’attributo di potenza, che associata alla sua longevità permetteva di eleggere questo magnifico albero all’affermazione della vita stessa.
La quercia era generosa con i suoi doni, di questo albero si usava tutto e sempre con sommo rispetto, le foglie nella bergamasca stessa (e parlo di non più di 40 anni fa) erano l’alimentazione invernale degli animali in consociazione con il fieno estivo. Oggi sono quasi scomparse anche perché penso che abbiano deciso di lasciare l’uomo al suo destino, molti boschi di querce sono infatti ormai delle piantagioni di robinia, l’albero che ha invaso ne nostre zone.

Un’altro simbolo legato alla quercia è yggdrasil, dove si raffigurano le strade collegate ai mondi dell’esistenza: alla base delle radici vi era il mondo intero, luogo di permanenza dei trapassati (il cui concetto non è equiparabile all’inferno cattolico), a metà sul fusto dell’albero era situato il mondo reale o mondo di mezzo, fino al mondo superiore degli Asi o deità, il luogo dove dimorano i coraggiosi, la terra degli eroi. Attorno alla quercia vi erano le quattro direzioni divise in regione delle nebbie o Nifelheim, regione del fuoco o Muspelheim, il regno dei Vani (regno delle forze dello sviluppo e la crescita), e il regno dei Giganti o Jotunheim.

Quale era il significato celtico della quercia::

vita
forza
saggezza
nobiltà
famiglia
fedeltà
potenza
longevità
patrimonio
Onore

 

 

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