Che tempo fa

Piove, tra qualche giorno, no, le previsioni sono cambiate, pioverà settimana prossima, ma adesso è freddo, la temperatura è calata. Ma forse aumenta. Poi settimana prossima ripiove… si alzerà la temperatura? O rimarrà bassa?
Le regola dei 10? 10cm i germogli, 10°C di media, 10mm di pioggia, non ci siamo, siamo al freddo.

Sono i pensieri di questi giorni in cui la vigna, dopo il germogliamento incomincia ad essere esposta ai suoi più grandi nemici: lo ioidio e la peronospera.

Nel bio occorre navigare a vista e attrezzarsi di sana pazienza, accumulando un po’ di esperienza e di conoscenza.
Sarebbe comodo, passo con un funghicida, dedicato, sistemico, lo faccio assorbire dalle radici, e rendo i grappolini indenni, ma non è questa la strada.

La strada tradizionale e ammessa dai protocolli biologici sono l’utilizzo di zolfo e rame. Lo zolfo per contrastare lo ioidio, il rame contro la peronospera.

Ma non è così semplice per il contadino: come, quanto e cosa vanno definiti a fronte delle combinazioni di parametri fisici ambientali e oggettivi che possono avere varie possibilità.
Le variabili importanti sono: lo stato di sviluppo della vite, con particolare riferimento allo sviluppo della parte vegetative (c’è germoglio, foglia, fiore, grappolo, grappolo colorato), le condizioni di temperatura massima e minima, l’unmidità nell’aria, la presenza di acqua e di precipitazioni più o meno persistenti, che legata alla esposizione del vigneto e alla presenza di sole battente o cielo velato possono determinare un ambiente più o meno favorevole all’instaurarsi della possibilità di sviluppo delle malattie, la presenza di vento.
Malattie che sono di origine funghina, per cui il legame umidità temperatura esposizione al sole è fondamentale.
Non parliamo poi delle forme minerali per i trattamenti: lo zolfo in polvere o lo zolfo bagnabile; idrossido di rame? Rame tribasico?

E come fa il contadino?
Osserva, studia, prova e soprattutto fa. Fa e rifà. Tratta dopo la pioggia e se piove deve rifare, se non piove deve aspettare. Se non piove la vite soffre, se piove potrebbe soffrire. Il contadino deve osservare lo sviluppo vegetativo, l’umidità del terreno, la presenza di microclima pericoloso, e agisce, consapevole che le proprie scelte saranno fondamentali per il successo del proprio lavoro, nella quantità, nella qualità, e quindi nell’integrità di un prodotto sano, pulito e gustoso.

Pensiamo che il tutto poi passerà sulle nostre tavole.

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