La sostenibilità economica come atto di resistenza

Autonomia come scelta di libertà

Quando si parla di sostenibilità nel vino, il pensiero corre subito all’ambiente: al suolo da preservare, alla biodiversità, ai trattamenti ridotti. Ma c’è una sostenibilità meno raccontata, invisibile agli occhi eppure decisiva: quella economica. Senza basi solide, anche i progetti più virtuosi rischiano di svanire come un profumo troppo leggero nel bicchiere.

Un’azienda che coltiva solo l’uva dei propri vigneti, che sceglie di non affidarsi a consulenze standardizzate, rinuncia forse a scorciatoie tecniche, ma conquista indipendenza. È una forma di sostenibilità economica. Si spende meno in mediazioni. Si conserva la libertà di decidere. Ciò comporta assumersi fino in fondo il rischio e la responsabilità.

Il valore di non inseguire le mode

Le etichette “green” o le mode del momento possono sembrare una spinta sicura per le vendite. Ma affidarsi solo a questo significa vivere e morire seguendo il mercato. Resistere a questa tentazione è più difficile, ma permette di costruire un valore autentico, che non evapora quando la moda cambia.

La forza della rinuncia

Un produttore si misura anche da ciò che decide di non mettere in bottiglia. Scartare il vino che non raggiunge lo standard desiderato è un gesto controcorrente, perché significa produrre meno e incassare meno. Eppure è proprio questa rinuncia che diventa investimento: ogni bottiglia che manca rafforza la credibilità di quelle che restano.

Il territorio come capitale

Il terroir non è solo geografia, ma un capitale collettivo fatto di storia, cultura e gesti quotidiani. Proteggerlo significa investire nel futuro, perché il valore economico di un vino dipende anche dal paesaggio che racconta. Dimenticarlo equivale a intaccare non solo l’ambiente, ma anche la stessa tenuta economica dell’impresa.

L’economia della resistenza

La sostenibilità economica, in fondo, nasce da un intreccio di autonomia, scelte scomode e rifiuto delle scorciatoie. Non si misura soltanto con i numeri del bilancio annuale, ma con la capacità di un’azienda di durare nel tempo restando fedele ai propri principi.

Forse è questa la lezione più importante: anche l’economia, quando è vissuta con coerenza, può diventare un atto di resistenza. E senza questa resistenza, nessuna sostenibilità ambientale o sociale avrebbe gambe abbastanza forti per camminare.

Ho la luna storta

“ho la luna storta”
“sono a terra”
“era radioso”
“è una persona lunatica”
“è solare”
“ha i piedi per terra”
“camminava a due metri da terra”
“era alle stelle”

da sempre i nostri stati d’animo sono stati metaforicamente rappresentati attraverso gli elementi “astronomici” o “stati fisici”. La luna è notte, ombra, tristezza, occulto. Il sole è energia, vita, forza. L’aria è leggerezza, vacuità tanto quanto il fuoco è distruzione, ma anche ricostruzione.
Il mio contatto progressivo con la natura e quindi con me stesso mi ha sempre più avvicinato al recupero di questi aspetti ancestrali.
La terra, la luna e se vogliamo anche i pianeti del sistema solare possono (e hanno) dare un contributo o influenzare le nostre vite? Può un pianeta o un satellite portare dei cambiamenti nella nostra vita?
Una volta dovevo acquistare una trave di larice per sostenere un solaio: in quella occasione scoprii dal venditore che avrebbe dovuto cercare una trave tagliata con “la luna giusta”: le crepe che si formano nelle travi che sostengono i nostri soffitti infatti, si formano con più o meno forza a seconda che l’albero sia stato tagliato durante le fasi di luna crescente o di luna calante (e maledetta la mia memoria, non ricordo se vada tagliato a luna calante o a luna crescente).

Per la verità il venditore mi assicurava che la trave tagliata nel periodo giusto non si sarebbe crepata.

Ma la saggezza popolare non si fermava qui: le foglie vanno piantate con la luna crescente (le foglie “crescono” verso l’alto), le radici (carote, patate, ….) con la luna calante (le radici crescono verso il basso).
Antiche opinioni, credulità o concetti veri scientificamente provati?
La tradizione popolare ha sempre, a mio avviso, una base realistica: la tradizione popolare si basa sull’osservazione e come dicevo in qualche articolo di qualche tempo fa, è basata sul tramandarsi millenario dell’osservazione della natura e quindi basato su basi statistiche di assoluto rispetto, benché difficili da dimostrare in quanto tramandati dalla sapienza non scritta dei nostri vecchi. Ma perché non credere se non con una forte evidenza provata scientificamente?
Le maree esistono: sono l’effetto della forza di gravità della luna che periodicamente “attrae più o meno” le masse d’acqua degli oceani e dei mari: è una forza spaventosa se pensiamo a quanta forza deve avere un fenomeno che riesce a sollevare il livello del mare per decine di metri in quota e per milioni di chilometri quadrati in superficie. Nessuno di noi mette in discussione questo fenomeno e il contributo della forza della luna e allora perché pensare che la luna possa dare SOLO questo contributo.

La vitalità nella vegetazione, negli alberi, è data dalla linfa, un liquido che grazie a forze osmotiche riesce ad alimentare e a mantenere la vita negli alberi. Se potate rami di vite nel periodo sbagliato avrete la triste fortuna di vedere la linfa della vite; piccole goccioline, piccole lacrime che usciranno dal taglio del ramo di vite: è la linfa. Se la vita di un albero è linfa perché non pensare che la luna possa influenzare la vita di un vegetale? D’altra parte la luna è capace di “sollevare le acque” e la potenza e la forza di una marea è sotto gli occhi di tutti.

Le vite è una pianta terrestre: ogni sua foglia va verso il basso, ogni suo ramo cerca la terra, sicuramente la vite crescerà di più durante la luna calante che spingerà la sua linfa verso la terra, verso la vita, verso la rinascita, il contrario del cipresso i cui rami sono tutti orientati vero il cielo, ascendono, anelano all’infinito, sono come fiamme naturalmente protese verso il cielo. Non per nulla la vite è da millenni usata per rappresentare la vita e il cipresso è associato alla morte, all’ascesa. La luna non può non avere influenze diverse su queste piante governandone le fasi di crescita influenzando con la sua enorme forza la presenza di linfa?

In verità una base scientifica su queste teorie c’è ed è basata su tante sperimentazioni: è vero, pensare di incrementare la produttività di una vigna sfruttando la luna non dà business, per cui queste teorie non hanno la spinta “marketing” che si meriterebbero, ma esistono prove scientifiche che peraltro hanno dato origine a calendari, che danno indicazioni su come e quando operare nell’orto o in genere in agricoltura per massimizzare produzioni e risultato.
Quest’anno ho deciso di verificare sulla mia pelle questi calendari e, anche seguendo il consiglio di un amico, farà le mie prove su tanti bei ravanelli: se la teoria è confermata a seconda del periodo di semina avrò forme diverse del ravanello, e diverse forme del ravanello stesso a seconda che la semina sia stata più o meno influenzata da luna, Giove, Saturno, congiunzioni od opposizioni tra pianeti. Vi farò sapere, ma sono fiducioso che farò importanti osservazioni.

Perché scrivere di tutto questo? La nostra vita è influenzata da un infinito numero di parametri; sono situazioni locali, ambientali e cosmiche la cui combinazione genera un risultato: una crescita, uno sviluppo, una regressione, un umore, uno stato d’animo. La nostra vita, quello che facciamo, quello che coltiviamo, quello che creiamo è l’effetto condizionato di situazioni note, e soprattutto, non note, che non conosciamo e che possiamo solo intuire e subire. La scienza ha fatto passi da gigante per interpretare e gestire la natura, ma sa interpretare solo una piccola parte dei fenomeni dell’universo, una minima parte. Di una piccola parte ha una giustificazione logica per la quale riesce, la scienza, a riportare e ricostruire il fenomeno con le categorie di causa/effetto, di una parte ha solo l’interpretazione degli effetti, ma non ha ancora trovato le cause, ma la maggior parte dei fenomeni legati al mistero della vita rimangono ancora senza una spiegazione razionale riconducibile alle categorie umane di rappresentazione.
Non dobbiamo pensare che abbiamo capito tutto, ma abbiamo ancora tutto da imparare. il non trovare la spiegazione razionale o scientifica di un fenomeno non vuole dire che non esiste, la scala temporale per la verifica scientifica, applicando il metodo sperimentale, non è compatibile con i cicli naturali se pensiamo a fenomeni di transizione naturale, cambi climatici, evoluzione…ma tutto questo non presuppone che fenomeni legati da meccanismi di causa ed effetto non ci siano.

La luna ha una grande forza, lo abbiamo visto. Sa sollevare distese inimmaginabili di oceano per metri e metri; il corpo umano è fatto al 75% di acqua, come pensare che la luna non abbia un effetto sul nostro corpo?

“Oggi ho la luna storta….”

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L’albero celtico della vita: simbolo dell’eterno legame tra cielo e terra, luna e sole.