Perfetto? Autentico!

Il vino naturale nasce da un gesto semplice: accettare che la vigna non appartenga all’uomo, ma al paesaggio che la ospita. Non si tratta di dominarla né di piegarla, bensì di accompagnarla, custodendo la biodiversità e lasciando che le stagioni imprimano il loro ritmo. In questa prospettiva il vignaiolo non è un tecnico, ma un custode: lavora con il territorio invece che contro di esso, sapendo che ogni scelta ricade sul futuro della terra.

La cantina diventa allora uno specchio della vigna. Qui non si cerca di cancellare le differenze, ma di amplificarle: i lieviti che fermentano sono quelli che abitano l’uva, i tempi di macerazione e affinamento sono quelli che il vino stesso suggerisce. La variabilità non è un difetto, è l’anima del vino naturale: ogni annata racconta una storia diversa, e ogni bottiglia porta con sé la voce di un luogo unico.

Non è un ritorno nostalgico al passato, ma il riconoscimento che il vino contadino, fatto con semplicità e coerenza, non ha mai smesso di esistere. Il vino naturale è cultura, prima ancora che prodotto: è un linguaggio che parla di paesaggi, di mani che lavorano, di comunità che resistono. È etica e coerenza, perché non si limita a piacere al mercato ma vuole restituire identità e verità.

Così il vino naturale non cerca di essere perfetto, cerca di essere autentico. Ed è proprio in questa autenticità che rivela la sua bellezza più profonda.

Dove la vigna incontra l’uomo

Il vino naturale è una parola semplice, quasi disarmante nella sua chiarezza. Ma dietro quella semplicità si cela un mondo intero: non una moda, ma un concetto culturale. È il ritorno a un gesto agricolo e artigianale puro, dove la vigna parla senza filtri e il vino diventa racconto.

In ogni bottiglia convivono forze che dialogano tra loro:

la stagione, con i suoi capricci e le sue generosità;

il terreno, con la sua memoria millenaria;

il vitigno, che respira e reagisce al microclima della vigna;

e l’uomo, che non impone, ma ascolta e accompagna.

Ogni scelta – quando vendemmiare, quando svinare, come affinare – è un atto di equilibrio. È una danza silenziosa tra il sapere contadino e ciò che la natura concede. Così nasce un vino che non cerca la perfezione immobile, ma l’autenticità del momento.

Un vino che porta con sé la voce della terra, la luce delle stagioni, la personalità di chi lo cura. Un vino vivo, irripetibile, che non si lascia addomesticare ma invita a un incontro sincero: uomo, terra, vigna e tempo in un unico respiro.

Un calice così non è mai uguale a un altro: è un incontro irripetibile tra uomo e natura, la testimonianza sincera di una stagione, di un luogo e di chi ha scelto di custodirli.

Siamo buro-bio

Siamo buro-bio.

bio

Buro perché ho ricevuto due notifiche, una chiara dall’ente certificatore: “l’operatore società agricola le driadi ss e’ conforme ai requisiti”. Ho ricevuto poi una comunicazione che potrò leggere solo quanto avrò capito come scaricare il software che il governo mi mette a disposizione per leggere le mail, una mail criptata con un link ai programmi per leggerli, considerata che la notifica è mandata da una mail certificata ad una mail certificata, mi chiedo il senso di chiedere al ricevente di scaricare un file per leggere gli allegati che sono in formato “PKCS#7”

Ecco il testo della mail
OGGETTO:
NOTIFICA DI INIZIO ATTIVITÀ CON METODO BIOLOGICO SOCIETA’ AGRICOLA LE DRIADI SOCIETA’ SEMPLICE DOMANDA N 201600069509
TESTO:
REGIONE LOMBARDIA – GIUNTA
UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE BERGAMO
Nostri riferimenti interni:
Protocollo numero XXXXXX del 20/05/2016 16:31
Firmato digitalmente da XXXXXX
Elenco allegati:
XXXX1205.pdf.p7m
I documenti allegati alla presente e-mail con estensione .p7m (formato PKCS#7) sono firmati digitalmente in conformità al DPCM 13/01/2004 e Delib. CNIPA 4/2005. Per visualizzare, stampare, esportarne il contenuto e per verificarne la firma
è necessario disporre di uno specifico software.
Un elenco dei software di verifica disponibili gratuitamente per uso personale
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Il motto aziendale

Cosa aggiungere a queste parole?

“Il concetto di conoscenza ha assunto ai nostri tempi una forma tale
da indurci a credere che l’essenza dei processi naturali
si possa esprimere soltanto col coniare concettualmente delle leggi.
E se invece l’attività creatrice della natura avesse alla sua base degli impulsi d’arte?
In tal caso, chi partisse dal concetto che si possa esprimere la loro essenza
soltanto per mezzo del ragionamento,
non si accosterebbe nemmeno da lontano a ciò che è l’essenza intera della natura”

Rudolf Steiner