Il valore della fatica.

Il valore della faticaC’è qualcosa che stiamo perdendo, senza accorgercene.

Oggi quasi tutto è disponibile.

Si compra, si ordina, si riceve.

Velocemente. Senza attesa. Senza sforzo.

E questa è, senza dubbio, una conquista.

Ma ogni conquista ha un prezzo.

Quando non si conosce la fatica che sta dietro alle cose, diventa difficile riconoscerne il valore.

Non perché le cose valgano meno.

Ma perché manca il termine di paragone.

Se tutto è accessibile, tutto rischia di diventare equivalente.

E ciò che è equivalente, alla fine, è anche sostituibile.

La fatica non è solo lavoro.

È misura.

È ciò che permette di distinguere ciò che conta da ciò che passa.

Senza fatica, il valore non scompare.

Diventa invisibile.

E quando il valore diventa invisibile, iniziamo a cercarlo altrove.

Nelle etichette.

Nelle narrazioni.

Nelle immagini.

Anche nel vino succede qualcosa di simile.

Una bottiglia si può comprare facilmente.

Ma ciò che c’è dentro no.

Dentro c’è tempo.

Scelte.

Errori.

Stagioni che non tornano.

E lavoro che non si vede.

Se non si entra in contatto, almeno in parte, con questa fatica, il vino rischia di diventare solo una delle tante cose disponibili.

Una tra le altre.

Non è un problema di qualità.

È un problema di percezione.

La fatica non serve a rendere le cose migliori.

Serve a renderle significative.

E forse il punto è proprio questo.

Non tutto deve essere difficile.

Ma se tutto diventa facile, rischiamo di non capire più cosa vale davvero

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