“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”
— Gabriel García Márquez
In vigna ci si sente soli.
Di quella solitudine larga, che sa di vento e terra umida.
Parli con le piante.
Le tocchi, le poti, le aspetti.
A volte ti sembrano più sincere delle persone.
In cantina è lo stesso.
Tu e il mosto che borbotta piano,
come se avesse qualcosa da dire.
Lui fermenta.
Tu ascolti.
E speri di aver capito abbastanza.
Forse non sono cent’anni di solitudine,
ma trecentosessantacinque giorni all’anno
passati a fare pace con i dubbi.
Poi arriva qualcuno,
stappa una bottiglia,
chiude gli occhi e sorride:
“Che bel vino.”
E tutta quella solitudine
si trasforma in racconto.


