Cinque pollici. E tutto può cambiare.

Ho letto le parole di Lindsey Vonn dopo la sua caduta olimpica a Cortina d’Ampezzo.

“Ieri il mio sogno olimpico non si è concluso come avevo immaginato. Non è stato un finale da favola… è stata semplicemente la vita.”

Non parla di ingiustizia.

Non cerca scuse.

Accetta la realtà.

Poi dice una frase potentissima:

“Nella discesa libera la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere di 5 pollici.”

E ancora:

“Sono semplicemente stata 5 pollici troppo stretta sulla mia linea.”

Cinque pollici.

Un margine minuscolo.

La differenza tra una traiettoria perfetta e una caduta.

Nel vino quei “5 pollici” esistono.

Possono essere:

5 giorni in più di macerazione 48 ore di sole prima della vendemmia una fermentazione spontanea che parte lentamente una scelta di raccolta leggermente anticipata

Il margine è sottile.

Ma quel margine non genera solo errori.

Genera anche complessità.

Genera identità.

Genera vini che non avevi programmato ma che ti sorprendono.

La stessa imprevedibilità che può farti perdere una gara può regalarti un’annata memorabile.

“Ho osato sognare e ho lavorato così duramente per raggiungerlo.”

Nel vino è lo stesso.

Il sogno è fare un grande vino.

Il risultato è l’incontro tra preparazione e natura.

Noi possiamo fare tutto il possibile:

osservare, potare, attendere, scegliere.

Poi c’è la vita.

“Non ho rimpianti.”

Ed è qui che sta la lezione.

Ogni vendemmia è un cancelletto di partenza.

Sai che puoi fare tutto giusto e non controllare tutto.

Ma sai anche che proprio in quel margine minimo può nascere qualcosa di più grande di te.

Non facciamo vino per evitare l’errore.

Facciamo vino per incontrare la vita.

E la vita, quando la accetti, spesso restituisce più di quanto toglie.

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