Chi lavora in campagna impara presto una lezione semplice e preziosa: la felicità non arriva da ciò che è grande, ma da ciò che è vero. Non serve inseguire chissà quali traguardi: basta un grappolo maturo, il sole che finalmente si apre dopo giorni di pioggia, il profumo dell’uva appena raccolta.
Ogni stagione porta con sé fatica e incertezze, ma anche quella gratitudine sottile che nasce dal vedere la terra rispondere al nostro impegno. È una gioia che non si misura con i numeri, ma con la consapevolezza che ciò che si raccoglie è frutto di cura, di attesa, di pazienza.
Così, davanti al raccolto, ci si sente quasi in dovere di dire “grazie”: alla natura, al tempo, a chi ci ha aiutato. Perché il lavoro nei campi non regala solo vino, frutti o prodotti: insegna a riconoscere e custodire il valore delle piccole gioie della vita

