Monologhi della vigna: autunno

adesso riposo, l’uomo ha raccolto i miei frutti ed io insieme al mondo mi godrò l’arrivo dell’inverno, attraversando senza troppo tribolare l’autunno dei colori

aspetto il gelo e allora inizierà il sonno della mia lunga giornata, una giornata di una vita, una giornata lunga un anno

ora mi prendo il vezzo di pennellare i miei filari, lascio che la vita si concentri nelle radici e coloro le mie foglie delle tonalità più calde che, per portare all’occhio del mondo meraviglia: il giallo più vivo, l’arancione tenue, le infinite sfumature del rosso: colorerò il mondo e sarà l’ultima di questa stagione, l’ultimo travestimento, l’ultima festa prima di abbandonarmi al sonno della mia notte invernale

ora rispetto le mie gemme e aspetto la mia prossima primavera, il mio uomo è contento e si rifugerà nella sua cantina: produrrà il vino, e la sua vita e la sua felicità saranno un altra stagione: la stagione del vino;

io aspetterò la neve e godrò di quell’acqua che lentamente avvolgerà le radici, che lentamente affonderà nelle viscere della terra, abbracciandola in un intimo rapporto che germoglierà presto in nuova vita 

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