Sunniva è una bellissima ragazza Norvegese. È venuta a trovarci in vigna a ottobre nel 2019. Aveva trovato la nostra vigna nei meandri del web, attirata dalla nostra storia, dalle storie del nostro vino, o da chissà quali altri impulsi “cosmici” o no… Già al primo contatto via mail traspariva la sua voglia di un’esperienza da noi: il dialogo, seppure via mail e attraverso una lingua non nostra, l’inglese, faceva trasparire questo desiderio.
Il viaggio in Italia era stato organizzato per festeggiare il marito, un gentilissimo Vichingo, e come Vichingo si è presentò lui. Venivano dal centro della Norvegia e, come sempre in occasione della visita di gente nel nostro vigneto, dovemmo superare il reciproco imbarazzo iniziale prima che le convenzioni lasciassero il passo alla condivisione di spirito. Ma il vino poi diede il suo contributo: anche la gente del nord Europa dopo qualche bicchiere supera l’iniziale freddezza e si lascia andare parlando della propria esperienza; la discussione allora andò oltre la vigna, il vino, arrivò a parlare della vita. E così la visita in vigna divenne, come sempre diventa, una meravigliosa palestra umana, dove in nome Sunniva diventa a sua detta Sofia, perché è il nome italiano più simile al suo e si scopre che in fondo non siamo così lontani.
Ad un certo punto un signore che camminava sul sentiero che passa vicino alla vigna vedendo il momento di convivialità della degustazione, chiede di entrare in vigna e di assaggiare il nostro vino: offriamo così una buona occasione a Sunniva e al marito per approfondire una conoscenza che non è ormai più la vigna, il vino, ma è il nostro modo di essere, il nostro di vignaioli perduti nel bosco, il nostro modo di vivere italiano. Sunniva stenta a credere che io e i nuovi visitatori non ci conoscevamo prima. Per ben tre volte mi chiede conferma in inglese del fatto che non conoscessi l’avventore e che fino a pochi minuti prima non ci fossimo mai incontrati.
Abbozzai questo articolo nell’inverno del 2019, quasi tre anni fa, ma è rimasto in bozza. Non sapevo avesse senso scrivere di questo episodio che mi frullava nella testa, ma poi un giorno ricevo un messaggio che mi chiede, era il marzo del 2020, come stavamo nella tempesta virale che ci stava colpendo: Sunniva era sinceramente preoccupata per noi. Quest’anno gli amici di Sunniva sono venuti a trovarci e a portarci i suoi saluti.
Ci sono infiniti legami che superano lo spazio, il tempo e legano gli animi attenti.

