perché la barrique?

Chi mi conosce sa che sono convinto che la cultura del vino e la coltura della vite hanno un legame a filo doppio con lo sviluppo della cultura umana. La storia dell’uomo, quantomeno nella fascia temperata del pianeta, è sempre accompagnata da alcune presenze costanti, una delle quali il vino. Non per niente il vino è protagonista nella liturgia della religione più diffusa dell’area mediterranea.

Vino e cultura vanno quindi di pari passo.

Due esempi concreti: la dominazione veneta nella Repubblica Veneta che ha condizionato i vitigni della zona, introducendo vitigni dai Balcani come le Malvasie o (sembra) lo stesso Marzemino o anche lo sviluppo indotto nella vinificazione dall’impero Britannico che, dominando il mondo nel XVIII e XIX secolo, riscopriva il vino: l’effetto fu un grande sviluppo della viticoltura a Bordeaux che era il porto più vicino per potere portare vino in Inghilterra (distanze superiori rendevano incompatibile conservazione del vino in un viaggio via mare). Anche i cosiddetti vini “alcoolizzati” come lo Sherry, il Marsala, il Porto e il Madeira erano una risposta commerciale oltre che gustativa a portare nei pubs e nelle case di quello che allora era il primo cliente mondiale vini: per portare ottimi vini in Inghilterra con lunghi viaggi in nave occorreva alzarne il livello di alcool, per permetterne la conservazione.

Ma come si portava il vino in Inghilterra? con la Barrique.

la misura inglese utilizzata nelle transazioni e con cui si definivano i prezzi era il Gallone Imperiale: 1 Imperial gallon equivaleva (anzi equivale) a 4,54609 litri.

Quale è il volume della barrique: 225 litri vale a dire 50 galloni guardavano: una misura comodissima da usare e facile da gestire nelle transazioni economiche.

E se un gallone a quando bottiglie corrisponde? Se faccio 4,54 diviso 0,75 ottengo 6. Un gallone corrispondeva a 6 bottiglie e quindi….il volume di 0,75, venne definito ancora per rendere più semplice le transazioni commerciali:

1 barrique = 50 galloni = 300 bottiglie e da qui iniziò la tradizione della bottiglia bordolese.

E’ cos’ che uno standard ultra celebrato per la finezza e l’equilibrio che riesce a dare ad alcuni vini deriva in fondo da una convenzione commerciale economia; è proprio il caso di dire: di necessità virtù.

E in Italia? In Italia il mercato era locale e il re dei contenitori era il fiasco che aveva alcuni pregi interessanti: la forma era sferica e questo permetteva di massimizzare il volume in rapporto al vetro utilizzato, veniva soffiato a mano senza stampi e poi ricoperto da una gabbia di paglia. In effetti nelle rappresentazioni pittoriche fino all’era moderna i contenitori di vino erano sempre fiaschi.

E poi possiamo definire tutte le teorie che vogliamo sull’equilibrio della barrique, che 225 litri siano meglio di 300 o di 180, ma alla fine è vero: il vino e l’uomo sono intimamente e indissolubilmente culturalmente legati.

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