Con agosto e l’inizio della invaiatura del grappolo ci avviciniamo alla vendemmia. Anche quest’anno un’annata diversa, mentre ci avviciniamo con grande entusiasmo al lavoro in cantina. Il 2020 è stato un anno particolare, un anno di riflessione e di approfondimenti. La voglia di osare e di sperimentare è aumentata quasi come se i timori e i pericoli di pandemiche realtà avessero voluto accelerare il nostro progressivo osare, non solo nel lavoro in vigna, ma anche nel lavoro in cantina e chissà mai che qualcuno accorgendosi della passione che ci mettiamo, se la si trova nel vino, si accorga premiando i nostri sforzi apprezzando i nostri vini.
Il nostro Merlot proseguirà la sua strada, da una parte vogliamo ribadire e rinforzare la freschezza di Driade Felice, ma allo stesso tempo vogliamo approfondire la ricerca del nostro barricato. La selezione in vendemmia farà la sua parte la macerazione sulle bucce sarà prolungata sull’Alto della Poiana, a segnare un passo avanti nella ricerca di un vino naturale ricco e corposo, naturalmente tutto fermentato spontaneamente e con un attento uso (e non uso) dei solfiti. Dall’annata 2019 approfondiremo anche il tema chiarifica e filtrazione, topo che timidamente nell’annata 2018 abbiamo già lavorato per un vini che conservi in bottiglia un po’ della mobilità che ne ha accompagnato l’invecchiamento. Quest’anno abbiamo lavorato nel massimo rispetto della vigna. Pochi tagli per l’erba (e il terreno è diventato uno splendido scrigno di biodiversità), una attenta selezione dei grappoli che è seguita ad una potatura attenta a valorizzare ogni pianta portandola verso un equilibrio maggiore.
Poi avremo un primo tentativo di vinificazione dei primi grappoli di Bronner che già dopo il primo anno di messa a dimora ci hanno premiati con la loro presenza. La piccola quantità ci permetterà una diraspatura a mano e una pigiatura soffice, una leggera pressatura per passare a una macerazione che sarà tutta da scoprire.
Altra novità il Cabernet. Abbiamo parlato della nostra vigna selvaggia e altrettanto selvaggio sarà la sua vinificazione. Piccola quantità, piccoli acini per timidi grappoli, con una vendemmia ragionata e una selezione severa una lunga macerazione e un lungo invecchiamento ci faranno vedere, se avremo pazienza, le potenzialità della nostra vigna selvaggia.
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