Quest’anno abbiamo deciso di aggiungere alla nostra offerta una grappa. Era tempo che ci pensavamo, poi l’annata amara ci ha portato a consolarci inseguendo un altra avventura. Abbiamo così incominciato la ricerca di qualcuno che potesse estrarre l’essenza del nostro merlot. Poco convinti abbiamo cominciato ad esplorare le strade più comode, distillatori noti, i distillatori dei nostri colleghi finché ci siamo imbattuti in una bottiglia di acquavite straordinaria. Frutto di una doppia distillazione e diluita con acqua di ghiacciaio ci ha subito entusiasmato per gradevolezza e freschezza pur pungente come una lama. Era distillata in Alto Adige, ai piedi delle nostre amate Dolomiti (beh non tanto ai piedi, visto che la distilleria è sopra i 1000 metri).
Abbiamo così contattato il distillatore con cui abbiamo trovato subito accordo sugli intenti nel ricercare una grappa secca, la sintesi estrema della vigna. E’ stato interessante il confronto con il distillatore il quale naturalmente ha voluto farsi convincere partendo dalla qualità del nostro vino; in effetti l’insospettiva in nostro essere “naturali”, voleva essere certo che la naturalità non ponesse in secondo piano la qualità del vino. Alla fine lo abbiamo convinto e ci siamo convinti e Florian (il maestro distillatore) ha accettato le nostre vinacce e operato il miracolo di estrarre l’essenza delle Driadi nel nostro Merlot.
La nostra grappa si chiamerà Folèt…perché in fondo è una piccola follia.


