La nostra filosofia

Il nostro obiettivo è quello di produrre un vino naturale, pura espressione del nostro territorio. Lavoriamo seguendo il ritmo della natura, senza forzature.
Le lavorazioni in vigna e la vendemmia fatta rigorosamente a mano, ci consente di portare in cantina uve in piena maturità e sane, che vengono lavorate senza utilizzare nessun accorgimento né sostanze chimiche.
La nostra vigna è biologica, biodinamica, biodiversa. Utilizziamo zolfo e rame, macerati vegetali seguendo l’andamento stagionale e curiamo la nostra terra ispirandoci ai principi antroposofici di Rudolf Steiner, cercando di valorizzare e favorire la massima biodiversità nell’azienda.

Il vino d’annata

Così ogni anno c’è un nuovo vino, ogni stagione è una storia che parte da una pagina bianca con tanti protagonisti: le piante di vite, il terreno, le persone che ci lavorano, e soprattutto il clima, mai uguale da un anno all’altro che, con i suoi capricci, che influenzerà inevitabilmente il vino che nascerà. Ma questa storia non finisce in cantina, ma continua fino al giorno in cui il vino arriva su una tavola, dove vivrà altri sentimenti, altri desideri e verrà interpretato da chi lo beve, come si fa per un racconto, confrontando gusto e aspettative nel degustarlo.
Per questo motivo per noi il vino non può essere riassunto da “leggero sentore di aromi di frutti di bosco…, può invecchiare ancora tre anni e sta bene con selvaggina ecc ecc”; secondo noi ognuno deve “vivere” il vino che ha nel bicchiere.
Per noi il nostro vino è tantissime cose: è la potatura nella nebbia di marzo, le robinie che crescono e ricrescono senza sosta, i rovi che bucano i guanti, il peso enorme degli stivali zuppi di fango e la loro leggerezza quando li lavi, è la gioia del primo germoglio, il trattore che non riesce a risalire, i filari gialli di tarassaco, è la primavera, la vitalba che si intrufola ovunque, l’ortica che sta macerando, il germoglio del primo grappolo e il grappolo in fioritura che poi diventa uva colorata, è il meteo che guardi ogni mattina, il sole che spacca, la paura della grandine e lo sguardo verso le nuvole nere, è il peso dell’erogatore a spalla, il filare in salita che non finisce mai, i tralci di vite che ogni giorno crescono, è l’assaggio dell’uva che sta maturando, il primo mosto che cade nella vasca dalla diraspatrice, è ascoltare l’avvio della fermentazione, l’ebrezza del profumo del mosto in fermentazione, è il sentire il mosto che si scalda, il lavare le barriques, l’ansia per il giorno della vendemmia, l’enorme mole di carte da compilare, è la poiana che viene a salutarci, è il cercare di capire se tutto precede per il meglio, è l’assaggio, la condivisione con gli amici, il raccontare i nostro vini:

Driade Felice
Vendemmia il 4 ottobre 2017, fermentato e affinato sei mesi in acciaio poi bottiglia.

Alto della Poiana
Vendemmia 9 ottobre 2016, fermentato in acciaio e affinato in barriques di rovere francese per 18 mesi.

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