
“Ol Ruch di Seane ai Barghet”
Ecco finalmente l’antico nome del vigneto delle Driadi: abbiamo individuato il vecchio nome della zona e il vecchio nome del vigneto.
La zona è individuata come area dei Barghét, ovvero la collina che sovrasta l’agglomerato del “Belvedere”, la frazione medioevale di Gromlongo, e la cascina Capietaglio, il vecchissimo castelletto di guardia della Briantea, antica strada militare che congiungeva Bergamo a Como, nota anche come strada della Regine. In particolare “i Barghet” è la lingua collinare fatta di arenaria che separa la valletta del ruscello Rienza a est e la Valmora a ovest che parte dal monte Valmora e dal Picco Alto.
Il vigneto era chamato “Ol Ruch dì Seane”.
Ruch è la traduzione bergamasca di Ronco, che come riportato qui e deriva “dal latino runcus (sostantivo) e runcare (verbo)” e di fatto “sta ad indicare un podere terrazzato o terreno dissodato in collina: anche se sembra che il termine, nell’accezione di campo coltivato, sia ormai davvero poco diffuso e sia soprattutto presente, almeno nel Nord Italia, nel nome di agriturismi (‘ronco del gelso’, ‘ronco della sera’…), oppure di siti ‘storici’ particolari alla periferia di comuni.”
Il toponimo Ronco risale alla voce latina medievale runcus/roncus “roveto, luogo incolto coperto di rovi”, deverbale del latino runcare “disserpare; ripulire da sterpi e rovi un terreno”, passato poi nel significato di “dissodare, diboscare un terreno” solo nei secoli medievali e continuato nel medesimo valore anche nell’italiano»
La “séa” invece è il piano dei terrazzamenti, sempre in dialetto bergamasco, che diventa seana nel caso del nostro vigneto perché particolarmente ampia. In passato, prima del rifacimento del vigneto all’inizio di questo secolo, era tutto terrazzato e i terrazzamenti erano la continuazione dei terrazzamenti presenti nel bosco adiacente al vigneto, terrazzamenti ampi e dolci, in grado di ospitare più di un filare.
Peccato non avere fotografie del passato della zona.

