Gli alibi che abbiamo

img_0709-1Una (vecchia) canzone dei REM dice “Everybody hurts”; “tutti soffrono”.

Sometimes everything is wrong
Now it’s time to sing along
When your day is night, alGli one (hold on, hold on)
If you feel like letting go (hold on)
When you think you’ve had too much
Of this life, well hang on
‘Cause everybody hurts
Take comfort in your friends
Everybody hurts

A volte tutto è sbagliato
Ora è il momento di cantare insieme
Quando il tuo giorno è la notte, solo (tieni duro)
Se ti senti come se perdessi il controllo (tieni duro)
Quando pensi di averne avuto abbastanza
Di questa vita, tienila stretta
Perché tutti soffrono
Trova conforto nei tuoi amici
Tutti soffrono

Spesso capita nel lavorare la terra di capire che hai sbagliato, che dovevi correggere, che hai seguito l’istinto e non la ragione; spesso mi capita di capire che ho preso una strada sbagliata e che insistere non porterebbe a nessuna parte, e occorre quindi fermarsi e riflettere, confrontarsi con chi ti sta vicino, famigliari, amici, contadini e cercare di capire, osservando e ragionando.

Lavorare la terra è un mestiere difficile perché non lascia alibi, non ha scuse, è duro: l’errore lo paghi, mentre la costanza e l’impegno ti premiano.

Hai bisogno di fortuna, ma comunque e sempre il rapporto con la terra è un rapporto franco e leale che non ammette prese in giro, non ammette alibi appunto. E’ un rapporto in cui ottieni e hai se dai e in fondo non è molto diverso da quello che dovrebbe avvenire nei rapporti umani, se il velo delle nostre riserve, delle nostre timidezze o delle nostre vergogne, dei nostri alibi, non nascondesse la franchezza della lealtà dei rapporti dietro un insieme di circostanze che rende tutto più difficile.

E’ vero: l’uomo nel perdere il contatto con il lavoro della terra ha perso probabilmente l’abitudine alla franchezza e ha cominciato a inventarsi gli alibi, a cominciare dal più grande di tutti: il prezzo delle cose.

Ho avuto dei visitatori in vigna: parlavo della mie mele antiche piantate l’inverno scorso recuperate da un vivaio e salvate probabilmente dall’abbandono; i bambini correvano nel prato incuranti del rischio di rompere delle piantine e nei miei pensieri mi pentivo di non avere sensibilizzato i visitatori sulla necessità di precauzione dello scorrazzare in un frutteto con piccole pianticelle con tronchetti di un paio di centimetri e altoi meno di un metro. Non è successo nulla di male per fortuna, solo un po’ di Iris calpestati.

La gente vedendo la mia preoccupazione mi chiedeva del prezzo delle mie piantine, forse nel timore di doverla rimborsare: erano pronti agli alibi.
A ricomprarle costano meno di dieci euro l’una, ma cosa c’è dietro una piantina? Il momento di piantarle, la scelta del posto, lo sperare che germogli, l’annaffiarla, la gioia nel vederla rinascere in primavera, l’attesa della prima mela (e saranno tre anni di attesa…), non avrei voluto ripartire da zero, avrei sofferto si fosse rotta quanto ero deluso di quando invece qualche piantina mi è stata rubata. Come dicevo: la natura è cruda e ti mette di fronte alla realtà, senza alibi, e il VALORE DELLE COSE può essere molto diverso dal loro PREZZO.

E quale è il prezzo quindi di quella piantina: ancora meno di dieci euro?

I bambini hanno concluso la visita piantando 10 nuove barbatelle di Merlot: erano increduli che quei piccoli bacchetti sarebbero diventate piante come le altre presenti nel vigneto: speriamo che questo gesto abbia creato nuova consapevolezza.

Concludo con un’altra citazione del mio cantautore preferito Bob Dylan in Like a Rolling Stones:

… nobody has ever taught you how to live on the street
And now you find out yoùre gonna have to get used to it
You said you’d never compromise
With the mystery tramp, but now you realize
He’s not selling any alibis
As you stare into the vacuum of his eyes
And ask him do you want to make a deal?

How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?

Nessuno ti ha mai insegnato come vivere per la strada
Ed ora dovrai abituartici
Dicevi che non saresti mai scesa a compromessi
Con il vagabondo misterioso ma adesso ti rendi conto
Che lui non sta vendendo alcun alibi
Mentre tu fissi nel vuoto dei suoi occhi
E dici “ci mettiamo d’accordo?”

Come ci si sente
Come ci si sente
A contare sulle proprie forze
Senza un posto dove andare
Una completa sconosciuta
Come una pietra che rotola?

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