Sabato 12 dicembre: due importanti visite alle Driadi: un ex collega che vuole approfondire l’avventura per valutare anche lui un’impresa del genere. Spero di avere accompagnato l’entusiasmo con cui parlo della mia avventura con una sana dose di realismo.
Poi un grande vignaiolo piemontese (per pudore non dico il nome, ma lui è un grande) che ha voluto vedere di persona la mia vigna e valutarne le potenzialità, incuriosito dalle mie ambizioni (siamo amici da anni).
La sua diagnosi è stata sorprendente: la vigna si mostra sofferente, ma non è assolutamente compromessa, ha solo bisogno di una spinta e quindi di un buon concime. La posizione è incredibilmente (per lui) favorevole per la vite: ottima esposizione, sorprendente biodiversità, suolo vivo, presenza di ottimi indicatori biologici nelle specie vegetali presenti.
E’ stata un’esortazione convinta, consapevole ed autorevole a continuare a lavorare. Le sue previsioni sono di un cru di eccellenza (da cui il suo invito a vinificare in proprio…).
A presto


